Vivere senza glutine

Con l’ascesa dell’alimentazione senza glutine in tutto il mondo, molti potrebbero pensare che l’Italia, una nazione famosa per il suo amore per i cibi ricchi di glutine, come la pizza e la pasta, avrebbe fatto fatica ad adeguarsi. Potrebbe sorprenderti scoprire che questo non corrisponde affatto alla realtà. Sebbene il glutine sia comune in molti piatti tradizionali italiani, sono altrettanto diffuse sia la consapevolezza della dieta senza glutine sia quella della celiachia, che impedisce a chi ne soffre di ingerire glutine. Al momento ci sono 4000 ristoranti che offrono pietanze senza glutine ufficialmente riconosciuti dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC).Ma quali sono i benefici di una dieta senza glutine? Per tanti, non c’è scelta. L’1% degli italiani è affetto da celiachia, e non può metabolizzare il glutine senza avere effetti indesiderati. In questi casi il governo italiano fornisce una retribuzione di 140 euro, e nonostante chi non può ingerire glutine si debba impegnare per reperire gli alimenti, può altresì godere di benefici come il colesterolo ridotto, la migliore digestione e l’aumento dei livelli di energia che derivano dagli alimenti senza glutine.Infatti, proprio perché il glutine è così importante nella cucina italiana, lo stato si preoccupa dei bisogni di coloro che non possono assumerlo. Sarebbe difficile trovare un paese o una città senza ristoranti che offrono pietanze senza glutine per i malati di celiachia che vogliono comunque sperimentare la deliziosa cucina per cui l’Italia è famosa.Le farine alternative derivate da ceci e castagne vengono utilizzate dai cuochi che cucinano pasti senza glutine per aggirare il problema e per far sì che le persone che vanno a cena, che mangiano con gli amici o che sono in visita dall’estero possano comunque godersi i famosi piatti tradizionali italiani che la nazione ha da offrire.